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innamorati di Este.

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luogo di cultura.


LA VILLA DOLFIN BOLDU’
Villa Dolfin Boldù, elegante palazzetto veneziano vicino al Duomo di Este, racconta secoli di storia. Donata al Comune nel 1940, è stata restaurata tra 2000 e 2005 e trasformata in biblioteca civica.
Il recupero ha valorizzato architettura, annessi e giardino, restituendo alla città un raffinato luogo di cultura.
per il tuo viaggio.
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MODALITÀ DI ACCESSO
Per accedere ai servizi della Biblioteca civica è richiesta una breve registrazione presso il banco accoglienza.
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ORARI DI APERTURA
– lunedì 8:30 – 13:00 / 15:00 – 19:00
– martedì 15:00 – 19:00
– mercoledì 8:30 – 13:00 / 15:00 – 19:00
– giovedì 15:00 – 19:00
– venerdì 8:30 – 13:00 / 15:00 – 19:00
– sabato 8:30 – 12:00 -
INFORMAZIONI ATTUALI
La Biblioteca civica ha sede in Villa Dolfìn Boldù con ampi spazi dedicati alla promozione della lettura, dell’informazione e della cultura.
Un palazzetto veneziano
nel cuore della città.
Piccola, armoniosa, perfettamente inserita nel tessuto urbano attorno al Duomo, Villa Dolfin Boldù è uno degli esempi più raffinati di palazzetto urbano veneto. La sua recente ristrutturazione ne ha preservato la leggibilità architettonica, restituendo alla città un edificio che racconta secoli di storia, gusto e vita quotidiana.
Un quartiere nobile tra XVI e XVII secolo
La zona occidentale del Duomo, tra Cinque e Seicento, venne destinata a residenze di qualità, abitate da famiglie di rango e da notabili cittadini. Proprio qui sorse la villa, costruita su preesistenze quattrocentesche e già nel Seicento affacciata su via Sabina, allora la strada principale della città.
All’inizio del XVII secolo l’edificio venne ristrutturato e ampliato verso la corte interna, affacciata sulla nuova via che divenne importante con l’apertura del Ponte della Girometta (oggi via Zanchi). La villa assunse la forma attuale alla fine del Seicento – una scritta muraria ricorda il 1684 – e nei secoli successivi si arricchì di annessi, scuderie e servizi.
Un dono alla città
Nel 1940, un’erede della famiglia Dolfin Boldù – un ramo che univa due antiche casate veneziane – donò la villa al Comune di Este per finalità culturali e sociali. Per alcuni decenni ospitò una scuola superiore, ma alla fine del Novecento l’edificio necessitava di un intervento complessivo.
La scelta fu lungimirante: trasformare la villa in una biblioteca civica, restituendole dignità architettonica e una nuova funzione pubblica.
Il restauro: un piccolo gioiello ritrovato
Il restauro, realizzato tra il 2000 e il 2005, ha valorizzato ogni dettaglio del palazzetto, modesto nelle dimensioni ma ricco di eleganza veneziana. Spiccano in particolare:
- le serliane e le trifore delle sale centrali
- le colonne e il timpano ai piani superiori
- i due obelischi sul tetto, pensati per nobilitare la facciata verso il giardino
Il progetto ha previsto anche la riqualificazione degli spazi interni – scale, servizi, sottotetto – e la riorganizzazione degli edifici annessi del Settecento (rustici, scuderie, limonaia), oggi fondamentali per il funzionamento della biblioteca.
Le funzioni più tecniche, difficili da collocare nelle sale storiche, sono state integrate negli edifici laterali, restaurati con maggiore libertà.
Un giardino da scenografia teatrale
All’ingresso, tre delfini sullo stemma del cancello ricordano le origini marinare dei Dolfin. Con l’illuminazione serale, il giardino si trasforma in una piccola scena teatrale: la villa appare come il fondale di una commedia goldoniana, con la barchessa laterale come quinta e il verde alberato come sipario aperto sulla città.
Una biblioteca nel cuore della storia
Oggi Villa Dolfin Boldù è molto più di una biblioteca: è un luogo di incontro, studio e cultura, ma anche un raffinato esempio di architettura veneziana urbana, perfettamente integrato nella vita quotidiana di Este.
Un piccolo gioiello che unisce memoria, bellezza e servizio pubblico, nel cuore pulsante della città.
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