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NON PERDERE L'OCCASIONE DI VIVERE UN'INDIMENTICABILE ESPERIENZA A ESTE

ARTE, CULTURA, NATURA E TRADIZIONE

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— OGNI ANGOLO RACCONTA LA STORIA
Antonio Zanchi:
il genio barocco.
(Este, 6 dicembre 1631 – Venezia, 12 aprile 1722)

ANTONIO ZANCHI

Antonio Zanchi, nato a Este nel 1631, è uno dei grandi protagonisti del barocco veneziano. Maestro del chiaroscuro e della drammaticità scenica, raggiunse la fama a Venezia con opere intense come “Il trionfo della peste”.

Este conserva un prezioso nucleo dei suoi dipinti, testimonianza del forte legame dell’artista con la città e del ruolo che ebbe nella diffusione della cultura barocca veneta.

Informazioni
per il tuo viaggio.
  • MODALITÀ DI ACCESSO

    La maggior parte delle opere è accessibile in occasione di eventi dedicati: aperture straordinarie, visite guidate e iniziative speciali.
    Per conoscere le prossime opportunità di visita e programmare al meglio la tua esperienza, consulta il nostro calendario eventi.

  • ORARI DI APERTURA

    Gli orari di apertura sono indicati per ogni iniziativa all’interno del calendario eventi e sul sito ufficiale del Comune di Este. Ti invitiamo a consultarli per programmare al meglio la tua visita.

  • INFORMAZIONI ATTUALI

    Le opere presenti all’interno della Chiesa della Beata Vergine della Salute, del Duomo di Santa Tecla e della Basilica di S. Maria delle Grazie sono visibili secondo il calendario di apertura delle Chiese stesse. Per informazioni aggiornate sugli orari e sulle modalità di visita, consulta le pagine dedicate.

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UFFICIO I.A.T.
+39 0429 600462

L’opera di Antonio Zanchi
a Este.

Antonio Zanchi, figura di spicco del Seicento veneziano, incarna alla perfezione la forza drammatica del Barocco. Nato a Este nel 1631, si formò in un ambiente artistico vivace, ma fu a Venezia che raggiunse la piena maturità, distinguendosi per un uso magistrale del chiaroscuro e per la capacità di trasformare ogni scena in un teatro di emozioni potenti.

La sua opera più celebre, Il trionfo della peste nella Scuola Grande di San Rocco, è un manifesto della sua poetica: un turbine di corpi, gesti e ombre che cattura lo spettatore in un vortice di pathos. Zanchi non si limita a rappresentare; interpreta, amplifica, rende visibile l’invisibile. Le sue tele religiose e allegoriche mostrano una tensione narrativa che dialoga con la grande tradizione veneta, ma con un’intensità nuova, quasi caravaggesca.

Apprezzato dai contemporanei e ricercato da committenti prestigiosi, Zanchi contribuì a definire l’identità visiva della Venezia barocca. La sua eredità, spesso sottovalutata, merita di essere riscoperta: nelle sue pennellate vive ancora oggi l’eco di un’epoca in cui la pittura era un linguaggio capace di scuotere l’anima.

Antonio Zanchi mantiene con la sua città natale, Este, un legame artistico significativo, anche se meno noto rispetto alla sua produzione veneziana. La presenza delle sue opere nel territorio estense testimonia non solo l’orgoglio locale per uno dei suoi figli più illustri, ma anche il radicamento precoce del pittore in un ambiente che ne riconobbe subito il talento.

La sua fama, già riconosciuta dai contemporanei, contribuì a consolidare a Este un clima di attenzione verso la pittura barocca veneta, favorendo la circolazione di modelli stilistici e iconografici che dialogavano con la grande scuola veneziana.

La città ha sempre conservato viva la figura di Zanchi come uno dei protagonisti del Seicento veneto, spesso celebrato in studi, rassegne e iniziative culturali che ne valorizzano l’origine estense e il contributo alla pittura barocca.

L’eredità di Zanchi non si limita alla presenza materiale delle sue opere: rappresenta un patrimonio identitario. La sua carriera, partita da Este e culminata a Venezia, offre alla città un ponte ideale con la grande tradizione artistica veneta, rafforzando il ruolo del territorio come luogo di formazione e diffusione culturale.

La Città di Este custodisce un nucleo prezioso di opere di Antonio Zanchi (1631–1722), uno dei massimi protagonisti del barocco veneziano. Celebrato dai contemporanei come “Pittor celeberrimo”, Zanchi seppe unire drammaticità scenica, intensità luministica e profonda spiritualità, lasciando nella città atestina testimonianze di grande valore artistico e devozionale.

Le opere nel Duomo di Santa Tecla

  • La Canonizzazione di San Lorenzo Giustiniani (1702)
  • Lamentazione della Madonna sul corpo morto di Cristo e i SS. Sebastiano, Francesco Saverio, Francesco di Paola, Prosdocimo, Bellino e Biagio (dopo il 1665 e forse prima del 1674)
  • Vergine della Provvidenza venerata dai Santi Girolamo e Filippo Neri (1720 ca.)
  • Sant’Ambrogio, Sant’Agostino, San Girolamo, San Gregorio
  • La Carità e La Fede (1714)

 

Le opere nella Basilica di Santa Maria delle Grazie

  • San Tommaso d’Aquino, Santa Caterina da Siena, Sant’Antonio da Padova e il Bambino Gesù (fine ‘600-primissimi anni del ‘700)
  • La Beata Vergine Maria, Santa Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria donano il ritratto di San Domenico a fra’ Lorenzo da Grotteria (Ritratto di Soriano) (primi anni del ‘700)

 

Nel Palazzo Scaligero – sede della Società Gabinetto di Lettura

  • San Giovanni Battista, l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo, Sansone in lotta con il leone, San Sebastiano

Le opere nella Chiesa della Beata Vergine della Salute

La Chiesa della Beata Vergine della Salute conserva ulteriori testimonianze della presenza di Zanchi a Este, arricchendo il panorama artistico cittadino.

  • La Presentazione di Maria Bambina al Tempio (1700)
  • Annunciazione della Vergine (1700-1702)
  • Sposalizio della Vergine (1700)
  • Adorazione dei Magi (1709)
  • Consacrazione della Città di Este alla Beata Vergine (revisione del dipinto di Francesco Minorello del 1711)
  • Agare il figlio Ismaele nel deserto (1721-1722)
  • Rebecca porge l’acqua ad Eliezer (primo decennio del Settecento)
  • Svenimento di Ester davanti ad Assuero (primi anni del ‘700)
  • Betsabea incorona il figlio Salomone (primi anni del ‘700)
  • Giaele conficca il chiodo nel capo di Sisara (primi anni del ‘700)
  • Giuditta pone nel sacco la testa di Oloferne (primi anni del ‘700)
  • I dodici Apostoli – I quattro Dottori della Chiesa (primi anni del ‘700)

 

Le opere nel Municipio di Este

Anche il Palazzo Municipale custodisce opere attribuite ad Antonio Zanchi, testimonianza del prestigio che la città gli riconobbe.

  • San Felice da Cantalice riceve dalla Vergine Maria il Bambino Gesù alla presenza di San Francesco – Sala della Giunta – (ante 1697)
  • Santa Tecla implora presso la Trinità la protezione su Este (fine del XVII sec.)

 

Un itinerario d’arte nel cuore di Este

Le opere di Antonio Zanchi presenti in città offrono un percorso affascinante attraverso:

  • il barocco veneziano, con la sua teatralità e la sua ricchezza cromatica
  • la spiritualità del Seicento, espressa attraverso santi, allegorie e scene di intensa devozione
  • la storia di Este, che conserva e valorizza un patrimonio artistico di grande pregio

Visitare Este seguendo il filo dell’opera di Antonio Zanchi significa immergersi in un viaggio tra arte, fede e storia, accompagnati dalla mano di uno dei più grandi pittori del suo tempo.

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