
innamorati di Este.

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innamorati di Este.


Consegnata il 24 dicembre 1759
LA PALA DI GIAMBATTISTA TIEPOLO (1696-1760)
Nel Duomo di Este si conserva la grandiosa pala di Giambattista Tiepolo Santa Tecla che prega l’Eterno Padre (1758-59), capolavoro del Settecento italiano. L’opera raffigura la patrona che intercede per la città colpita dalla peste, con una veduta storica di Este sullo sfondo.
Restaurata di recente, è uno dei tesori più preziosi della città.
per il tuo viaggio.
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MODALITÀ DI ACCESSO
Ingresso libero
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ORARI DI APERTURA
Aperto tutti i giorni
8.00 – 12:00 e 15.30 – 19.00 ora solare
8.00 – 12:00 e 16.00 – 19.30 ora legale -
INFORMAZIONI ATTUALI
• Si invitano gruppi e visitatori singoli ad astenersi dalle visite durante le celebrazioni religiose.
Maggiori info: https://www.duomoeste.it/.
• Visita accompagnata con contributo ogni prima domenica del mese.
Prenotazione consigliata: siamoeste@morinipedrina.it






Il capolavoro
che illumina Este.
Nel cuore del Duomo di Este, dietro l’altare maggiore, si conserva uno dei massimi capolavori del Settecento italiano: la monumentale pala “Santa Tecla che prega l’Eterno Padre”, realizzata da Giambattista Tiepolo tra il 1758 e il 1759. Un’opera grandiosa – quasi 27 metri quadrati di luce e colore – che ancora oggi incanta visitatori e studiosi da tutto il mondo.
Commissionata dalla Magnifica Comunità di Este, la pala nasce dal desiderio di offrire alla città un’immagine capace di ispirare preghiera e speranza. Tiepolo risponde con una composizione di straordinaria forza emotiva: Santa Tecla, patrona di Este, è raffigurata in umile supplica mentre affida al Padre eterno le sofferenze della popolazione colpita dalla terribile peste del 1630-31.
Sullo sfondo, il pittore regala una suggestiva veduta della città: il Duomo, il Castello Carrarese, la Porta Vecchia, il Palazzo del Principe. Un omaggio prezioso che trasforma la pala in una vera “cartolina” storica di Este.
In alto, Dio Padre irrompe tra le nubi circondato dagli angeli, avvolto da colori intensi – oro, azzurro, rosa – e scaccia con gesto potente l’ombra del male, rappresentata da una figura oscura che precipita nell’abisso. La scena si apre così a una nuova luminosità, simbolo della rinascita della città.
Accanto alla Santa, Tiepolo inserisce figure commoventi: una bambina che piange la madre, uomini e donne segnati dalla paura e dal dolore. Dettagli che rendono l’opera un racconto vivo, profondamente umano.
La pala, dipinta su un raro telaio curvo per seguire l’abside, ha richiesto numerosi restauri nel corso dei secoli. L’ultimo, avviato nel 2012, ha restituito al pubblico la brillantezza originaria dei colori e la potenza narrativa del maestro veneziano.
Oggi questa straordinaria testimonianza d’arte e di fede è uno dei tesori più preziosi di Este: un motivo imperdibile per visitare la città e lasciarsi avvolgere dalla bellezza del suo patrimonio storico e spirituale.
scegli il tuo preferito.





