
Passeggia, scopri,
innamorati di Este.

innamorati di Este.
imponente architettura.


Il PALAZZO CA’ PESARO
Ca’ Pesaro, grande palazzo alle porte di Este, nasce nel Settecento come residenza veneziana in posizione strategica. Dopo usi militari e abbandono, nell’Ottocento diventa un centro formativo salesiano.
Con facciata barocca, scale ellittiche e affreschi veneziani, è oggi un simbolo identitario della città e un affascinante esempio di architettura storica veneta.
per il tuo viaggio.
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MODALITÀ DI ACCESSO
Visita esterna.
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ORARI DI APERTURA
In occasione di iniziative organizzate dall’Istituto Salesiano ‘’Manfredini’’.
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INFORMAZIONI ATTUALI
Ca’ Pesaro é la sede dell’Istituto Salesiano ‘’Manfredini’’. Il Collegio vive e interpreta la passione educativa di don Bosco. Attraverso scuola e iniziative pastorali sostiene ragazzi e famiglie, costruendo opportunità, reti con il territorio e attenzione ai più fragili.
Un palazzo veneziano
nella campagna euganea.
Alle porte di Este, immersa in una campagna un tempo attraversata da barche e commerci, sorge Ca’ Pesaro, il più grande palazzo della città. Una residenza che porta con sé l’eleganza della nobiltà veneziana e la forza di una storia che, tra fortune, abbandoni e rinascite, ha attraversato tre secoli trasformandosi in un punto di riferimento per l’intero territorio.
Dalle origini veneziane al più grande palazzo di Este
All’inizio del Settecento, una famiglia veneziana scelse questo luogo strategico – vicino ai corsi d’acqua navigabili e alle vie dei traffici – per costruire una residenza di campagna che non avesse nulla da invidiare ai palazzi cittadini. Il corpo centrale, lungo e stretto, era l’unico edificio esistente alla fine del XVIII secolo: un palazzo isolato oltre lo Scolo di Lozzo, fuori dalla cinta difensiva del Ponte della Torre.
I Pesaro, attivi nella zona fin dal Cinquecento, erano protagonisti della gestione idraulica e ambientale di Este: pedaggi dei ponti, traffici fluviali, forniture d’acqua, raccolta delle “scoasse (rifiuti)”. Una sorta di azienda ambientale ante litteram, che trovava in Ca’ Pesaro il suo fulcro residenziale.
Tra eserciti e abbandono: l’Ottocento inquieto
Nel XIX secolo il complesso venne utilizzato come caserma dalle truppe napoleoniche e poi austriache. L’uso militare e il progressivo disinteresse dei proprietari portarono la villa al degrado: nel 1878 Ca’ Pesaro era vuota, semidiroccata, in attesa di un nuovo destino.
A cambiarne la storia fu il nobile estense Benedetto Pelà, che acquistò la proprietà per affidarla ai Salesiani. Con il sostegno del vescovo Manfredini e la benedizione di Don Bosco, Ca’ Pesaro divenne un grande centro formativo regionale. Nel giro di cinquant’anni i corpi laterali furono ampliati e ristrutturati fino a creare l’attuale impianto a H, trasformando il palazzo in un collegio capace di accogliere negli anni migliaia di giovani.
Un capolavoro barocco nella campagna padovana
La costruzione del palazzo è attribuita a Baldassare Longhena, celebre architetto della Basilica della Salute, ma probabilmente realizzata dal suo allievo Antonio Gaspari, autore anche della Ca’ Pesaro veneziana. Il corpo centrale, rivestito in pietra di Nanto, è un raro esempio di fasto barocco nella bassa padovana: una facciata monumentale, ricca di movimento e decorazioni, che conferisce alla residenza un carattere più urbano che rurale.
Le ali laterali, invece, rimasero più semplici, forse per il declino economico dei proprietari. Ma proprio questo contrasto rende oggi il complesso ancora più affascinante.
Scale ellittiche, illusioni pittoriche e memorie veneziane
All’interno, due grandi scale ellittiche collegano i piani superiori, un segno inconfondibile del barocco che irrompe nella struttura classicheggiante del palazzo. Se al piano nobile molti affreschi sono andati perduti, il piano superiore conserva stanze decorate con vedute veneziane e marine, restaurate nel 2010. I soffitti presentano divertenti illusioni prospettiche: vasi dipinti sui davanzali che sembrano cadere verso chi osserva, piccoli giochi ottici che raccontano il gusto dell’epoca.
Questi “paysages”, come li chiamavano i nobili francesi, erano ricordi portatili dei luoghi amati. Qui, a Ca’ Pesaro, sono frammenti di Venezia che la nobiltà lagunare portò con sé nella campagna euganea.
Un simbolo identitario della città
Nonostante l’isolamento e l’uso privato, Ca’ Pesaro è conosciutissima: la sua facciata imponente, incorniciata dal viale d’ingresso e dalla recinzione originaria, è una delle immagini più rappresentative dell’identità urbana di Este. Un palazzo che, pur nato come residenza di campagna, ha sempre avuto l’anima di un grande edificio cittadino.
Un gigante barocco da scoprire
Ca’ Pesaro è un luogo che sorprende: un palazzo veneziano trapiantato nella campagna, un collegio che ha formato generazioni, un monumento che racconta la storia di Este attraverso architettura, paesaggio e memoria.
Un luogo ideale per chi ama le grandi residenze storiche, le atmosfere barocche e i tesori nascosti del Veneto meridionale.
scegli il tuo preferito.





