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NON PERDERE L'OCCASIONE DI VIVERE UN'INDIMENTICABILE ESPERIENZA A ESTE

ARTE, CULTURA, NATURA E TRADIZIONE

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Passeggia, scopri,
innamorati di Este.

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innamorati di Este.
— OGNI ANGOLO RACCONTA LA STORIA
Palazzo del Principe.
Sec. XVII

IL PALAZZO DEL PRINCIPE

Il Palazzo del Principe domina Este dal colle con la sua elegante architettura rinascimentale.

Residenza dei Contarini, deve il nome all’elezione a Doge di Alvise Contarini avvenuta qui nel 1676.

Con pianta simmetrica e posizione scenografica, unisce arte, storia e paesaggio, diventando uno dei simboli più suggestivi dei Colli Euganei.

Informazioni
per il tuo viaggio.
  • MODALITÀ DI ACCESSO

    Visita esterna – Proprietà privata.

  • INFORMAZIONI ATTUALI

    Il Palazzo del Principe fu dimora nobiliare di Alvise Contarini, nominato Doge, cioè Principe di Venezia, capitale della Serenissima Repubblica, mentre trascorreva le vacanze a Este.

DOVE ?
Via Palazzo del Principe, 35042 Este PD
TELEFONO
UFFICIO I.A.T.
+39 0429 600462

Perla rinascimentale
che domina Este.

Arroccato sulla sommità del colle che sovrasta Este, il Palazzo del Principe accoglie il visitatore come un faro di eleganza rinascimentale immerso nel paesaggio dei Colli Euganei. La sua posizione scenografica, studiata per esaltare il profilo geometrico dell’edificio, trasforma la villa in un punto di riferimento visivo che dialoga armoniosamente con la città e con la natura circostante.

Una residenza nobiliare dal passato illustre

La villa apparteneva ai Contarini, una delle più prestigiose famiglie della nobiltà veneziana. Il nome “del Principe” nasce da un episodio che ancora oggi affascina e che lega indissolubilmente la dimora alla storia della Serenissima. Nel 1676, mentre Alvise Contarini trascorreva un periodo di villeggiatura proprio in questa villa, immerso nella quiete dei colli euganei, giunse un messaggero da Venezia: il Maggior Consiglio lo aveva eletto Doge, il “Principe” della Repubblica. Si racconta che la notizia risuonò tra le sale della villa come un’eco solenne, trasformando per sempre il destino della dimora e il suo nome.

Edificata negli ultimi decenni del Cinquecento, forse su progetto di Vincenzo Scamozzi, la villa è stata ampliata e rimaneggiata nei secoli, pur conservando un impianto architettonico di rara originalità.

Un capolavoro architettonico unico nel Veneto occidentale

Il Palazzo del Principe colpisce per la sua pianta rigorosamente simmetrica:

  • un quadrato perfetto,
  • con una croce greca inscritta,
  • e un corpo rettangolare addossato a nord.

La sala centrale, con le sue volte a botte, diventa il cuore pulsante dell’edificio: una sorta di “macchina” rinascimentale pensata per l’homo novus, dove porte e scale in asse creano un percorso simbolico che si apre idealmente verso i quattro punti cardinali.

Le facciate a sud, est e ovest ripropongono con severa eleganza i canoni del classicismo veneto: timpani puliti, aperture regolari, un grande cornicione che scandisce le proporzioni, e un basamento in bugnato che conferisce solidità e prestigio.

Un paesaggio che racconta secoli di storia

Dalla città, la villa si riconosce immediatamente grazie ai filari che risalgono il colle fino alla terrazza, una prospettiva ancora leggibile nonostante il naturale crescere della vegetazione. È una delle vedute più amate di Este: un’immagine che unisce architettura e paesaggio in un equilibrio rimasto sorprendentemente intatto dal Settecento.

Le pendici del Monte Cero, alle spalle del centro storico, conservano infatti un fascino antico: poche costruzioni moderne, giardini che sfumano nei coltivi, un verde che racconta la storia agricola e nobiliare del territorio.

Un invito alla scoperta

Sulla sommità del colle che domina Este ci si immerge in un luogo dove arte, natura e storia si intrecciano in modo armonioso. È un punto panoramico privilegiato, un monumento raro per concezione e posizione e un tassello fondamentale per comprendere l’identità culturale di Este e dei Colli Euganei.

Chi osserva oggi la villa, elegante e silenziosa sulla sommità del colle, può ancora immaginare il momento in cui Alvise Contarini, affacciato su questo stesso paesaggio, scoprì di essere diventato il Principe di Venezia. Una storia che rende questo luogo non solo bello, ma profondamente simbolico.

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